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Che cos’è un’alternativa?

24 ALTERNATIVE
Guglie

L’alternativa, in senso politico, è la scommessa che, se si interviene nel momento giusto e nel modo giusto, la realtà prenderà quella piega che deve prendere in virtù del suo dinamismo profondo, e che tuttavia forze ostili le impediscono attualmente e le impediranno in futuro di prendere, a meno che l’azione politica organizzata delle forze favorevoli risulti efficace. In senso politico, l’alternativa si polarizza poi in piccola alternativa (alternativa di fase, tattica) e in grande alternativa (alternativa di sistema, strategica).

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L’alternativa, in senso politico, è una scommessa. Se si agisce nel tempo e nel modo opportuni, sarà possibile avviare una sequenza di cause ed effetti, o di azioni e reazioni, che potrà produrre l’effetto voluto. Per questo, l’uomo politico è un opportunista, deve saper sfruttare le occasioni che si presentano quando si presentano; come un giocatore, deve anche saper bluffare o riconoscere un bluff; ma – soprattutto – deve avere il gusto e la capacità di forzare la realtà. L’alternativa è un ribaltamento dello stato di cose presente, che non si produrrebbe, se non vi fosse qualcuno capace di intuire uno spiraglio di cambiamento possibile, e di buttarvisi dentro, prendendo gli avversari e la realtà stessa in contropiede. Non solo: lo spiraglio va in qualche modo prodotto (agevolato) con i movimenti opportuni, non basta riconoscerlo ex post.

E tuttavia, non è ancora questo il significato più proprio di “scommessa”. L’alternativa, in senso politico, è una scommessa innanzitutto perché è un’interpretazione circa la direzione che la realtà prenderebbe, o potrebbe prendere, se venissero rimossi gli ostacoli che lo impediscono.

I politici sono – o dovrebbero essere – filosofi, come voleva Platone. L’alternativa, perlomeno la grande alternativa, è sempre innanzitutto un’idea, non un fatto. Il comunismo è un’alternativa appunto perché è un’idea, una teoria. L’Italia è esistita come alternativa (infine realizzata: le idee, in politica, devono appunto essere realizzate), dunque come idea, molto prima che come realtà. La politica però produce alternative solo se resta in prossimità della filosofia.

Per la politica, “realtà” vuol dire “realizzazione” (nel senso della hegeliana Verwirklichung). Il politico deve alla filosofia la passione per l’idea nel suo passaggio alla realtà. L’idea deve incarnarsi: l’ensarkosis (l’incarnazione: Feuerbach) dell’idea dice di una duplicità che connota la realtà stessa, che è sempre fatto-con-aggiunta-di-idea, realtà con aggiunta di quel lievito, che solo ne permette lo sviluppo. Il politico è innanzitutto un teorico, che si confronta con i vincoli oggettivi (innanzitutto quelli economici e di bilancio, poi quelli di mentalità, eccetera) come materiale – spesso riottoso – in cui realizzare la forma di società che egli ha in mente.

Anche quando la realtà impone le proprie leggi, il politico di razza non si limita a capitolare. Tiene fede alla forma originaria, oppure modifica la forma (modifica l’eidos) sulla base della realtà. Un eidos (idea, forma) modificato non è però il semplice riflesso della realtà, ma il contraccolpo della realtà sull’idea. Questo contraccolpo (Gegenstoß: Hegel) svela certo la natura porosa, plastica, dell’idea politico-filosofica, sempre aperta all’importazione del mondo, ma senza che porosità significhi appiattimento dell’idea sul fatto, e – infine – cancellazione burocratico-amministrativa dell’idea, assunta da ultimo come mero ornamento, se non addirittura come disturbo e “rumore” di fondo.

L’idea riflette la realtà, ma questa riflessione non costituisce un semplice rispecchiamento, ma serve appunto per condurre la realtà, quasi convincendola e persuadendola, verso l’idea, a sua volta modificata per non violentare la realtà (e dunque per potersi realizzare). La politica è caratterizzata dal doppio passo di realtà e idea, che diventa un passo solo (come tale, impolitico), se manca la realtà, oppure se manca l’idea.

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Non vi sarebbe scommessa, se non vi fosse un’idea da realizzare. Ma la realizzazione dell’idea non solo non avviene sotto vuoto, dunque nelle condizioni asettiche di un esperimento, bensì nelle condizioni concrete dell’esperienza (che sempre, implacabilmente, determina uno shift, uno slittamento rispetto alle intenzioni iniziali); essa è inoltre ostacolata da controforze politiche, che si ispirano ad altre idee, e più in generale è messa a repentaglio dalla concreta possibilità che lo spiraglio di azione intravisto si chiuda, temporaneamente o per sempre. Differentemente dalle idee platoniche, le idee politiche possono sfuggirci. Come un lampo, illuminano per un attimo solo, sicché richiedono presenza di spirito (Geistesgegenwart: Benjamin) per essere afferrate. La verità politica ci può sfuggire. Se dunque non si agisce, ma ci si fa cogliere dalla pigrizia del cuore (Trägheit des Herzens), e se non si agisce con perizia nel momento opportuno, l’idea politica – e specificamente l’alternativa politica – può non solo allontanarsi nel futuro nebbioso delle utopie, ma tramontare per sempre. Identico destino può toccare però a quelle idee, che vengono sì realizzate qui e ora con presenza di spirito, senza però che vi sia poi la capacità di consolidarle, vuoi perché si rivelano ostili alla dinamica profonda della realtà, vuoi perché le controforze risultano prevalenti, vuoi ancora perché manca a chi le attua la pazienza, la coerenza, l’intelligenza di trasformare una realizzazione temporanea in un acquisto permanente, o perlomeno di lungo respiro. Di nuovo, ci vogliono idee per fare sviluppare le idee, una volta realizzate. Abbandonate a se stesse, o alla mera dinamica del fattuale, o delle ambizioni, le idee, anche quelle realizzate, si rattrappiscono, isteriliscono e muoiono.

Che cos’è un’alternativa?

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24 ALTERNATIVE dicembre, 2019 - Autore:  Condividi

 

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