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Freude an dem Tun. Il sentimento dell’agire nella filosofia di Fichte.

Num°16 AGENCY
Fichte

Johann Gottlieb Fichte è a ragione considerato un filosofo dell’azione. La sua filosofia è una filosofia dell’azione almeno sotto cinque punti di vista, strettamente interconnessi e reciprocamente implicantisi.

(1) È una filosofia metafisico-trascendentale dell’atto, perché azione, o meglio attività spontanea, o agire in atto (Tathandlung), sono nella loro essenza (nella fase jenese del suo pensiero: 1793-1799) tanto l’io trascendentale, come fondamento dell’esperienza e del sapere, quanto (nel periodo post-jenese: 1800-1814) l’assoluto (il Leben: “vivere”), che la Seconda esposizione della Dottrina della Scienza del 1804 descrive come esse in mero actu. Leggi tutto »

 
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Numero 16 AGENCY febbraio, 2016 - Autore:

 

Azione e “buona volontà” in Hannah Arendt

Num°16 AGENCY
Arendt2jpg

Sulla questione del significato dell’azione, e della volontà come organo spirituale del futuro, Hannah Arendt ha lasciato un’impronta di immenso valore che è a mio avviso percepibile attraverso due vie di accesso al tema, tra altre possibili, qui preferite per buone ragioni. Si tratterà di cogliere alcuni nessi interni all’opera arendtiana che sono in ogni modo la sostanza di un pensiero sempre in movimento, spontaneo come quell’agire (letteratura, poesia, giudizio politico) che costruisce modelli piuttosto che seguirne timidamente le tracce. Leggi tutto »

 
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Numero 16 AGENCY febbraio, 2016 - Autore:

 

Action, Mind and Matter in G.H. von Wright’s Later Writings

Num°16 AGENCY
VonWright

In the final years of his tireless exploration of the problems related to “man’s place in nature”, which saw him produce pioneering work in numerous fields of analytical research, ranging from probability to deontic logic, the theories of action and norms to the philosophy of law, and from ethics to his studies on Wittgenstein, the great Scandinavian philosopher Georg Henrik von Wright (1916-2003) turned his attention to the philosophy of mind as it relates to rational agency and to its role in the construction of the world of facts. Leggi tutto »

 
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Numero 16 AGENCY febbraio, 2016 - Autore:

 

Ermeneutica critica e analitiche (chiesastiche) dell’azione

Num°16 AGENCY
ricoeur

Se dovessimo stare alla definizione di Descartes (Principia Philosophiae) – ovvero che filosofia significa «lo studio della saggezza e per la saggezza non s’intende soltanto la prudenza negli affari ma una perfetta conoscenza di tutte le cose che l’uomo può conoscere sia per la condotta della sua vita sia per la conservazione della sua salute e l’invenzione di tutte le arti» –, dovremmo dare la filosofia per finita. Leggi tutto »

 
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Numero 16 AGENCY febbraio, 2016 - Autore:

 

Jürgen Habermas on Linking Systems and Action Theory

Num°16 AGENCY
Habermas

During the postwar period, an irreconcilable antagonism existed in sociology between action-theoretical and systems-theoretical approaches. In the last decades a greater readiness for discussion across this divide exists (Knorr-Cetina and Cicourel 1981; Alexander, Giesen, Münch and Smelser 1987; Schimank 2000; Schwinn 2007; Greve, Schnabel and Schützeichel 2008). Leggi tutto »

 
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Numero 16 AGENCY febbraio, 2016 - Autore:

 

Hans Joas e la creatività dell’azione

Num°16 AGENCY
Hans-Joas

Il sociologo tedesco Hans Joas è noto in Italia soprattutto per i suoi studi sulla religione, tra i quali sono stati tradotti Abbiamo bisogno della religione? e La fede come opzione. Il suo importante libro sulla storia dei diritti umani, che ha avuto una notevole risonanza internazionale, ha goduto al momento di una scarsa attenzione nel nostro paese, nonostante sia disponibile la traduzione italiana. Ancora meno recepite sono le opere non tradotte. Leggi tutto »

 
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Numero 16 AGENCY febbraio, 2016 - Autore:

 

L’avvenimento teatrale come festa

Num°14 FESTIVAL I
Eloisa

Il critico d’arte, pubblicista e uomo di cultura Georg Fuchs (1868-1949) iniziò a rivolgere la sua attenzione al teatro a partire dal 1899. Dopo un intenso impegno a favore dell’arte pittorica, che lo vide coinvolto in prima persona nella Secessione di Monaco, egli ricevette l’incarico di partecipare alla costituzione della Künstlerkolonie di Darmstadt, chiamata in vita dal mecenate Ernst Ludwig, granduca d’Assia. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

Per l’ultima volta, “Friedensfeier”

Num°14 FESTIVAL I
Bevilacqua

Vediamo l’accezione di festa nelle due forme presenti in tedesco e prendiamo lo spunto da «[…] ist es die Feier schon/vor dem Feste?». Nell’uso corrente i due termini risultano abbastanza spesso intercambiabili, come sinonimi; ma a una più stretta considerazione si deve rilevare almeno una distinzione: Fest è usuale in qualunque contesto, anche il più semplice; per esempio come festa di compleanno o di altra privata e limitata circostanza. Feier (dal latino feria) suona più solenne, indica spesso una celebrazione: patriottica, storica, religiosa. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La Tragedia nel tempo della festa

Num°14 FESTIVAL I
Magris

Nel 2013 è uscita presso l’editrice La Scuola di Brescia la prima traduzione italiana di un’importante opera di Ulrich von Wilamowitz-Möllendorff, figura di assoluto spicco nella filologia classica in Germania fra Ottocento e Novecento, e noto tra i filosofi in particolare per l’impietosa stroncatura che fece in gio­ventù del libro di Nietzsche sulla Nascita della Tragedia. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La promessa e la festa

Num°14 FESTIVAL I
ManciniAdorno

La festa è l’espressione condivisa di un’esperienza di felicità. Quest’ultima, tuttavia, non va ridotta a un evento accidentale, al manifestarsi di un benessere improvviso o al soddisfacimento dei nostri impulsi biologici, come immaginava Freud. La felicità mi sembra piuttosto l’armonia di due risposte. La risposta che noi sappiamo dare alla vita e la risposta che la vita dà a noi. Nella tensione implicata da questa possibile dialettica è insita l’attesa, da parte nostra, di ciò che è davvero adeguato al nostro essere, oltre che al nostro desiderio. Albert Camus ha osservato che la felicità è «il semplice accordo tra un essere e l’esistenza che conduce». Certo, si può ritenere che un accordo simile avvenga a un certo punto come un dono, senza aver avuto modo di costruirlo e tanto meno di causarlo. Ma non mi pare plausibile immaginarlo prescindendo dall’attesa umana, quell’apertura che è insieme anelito, desiderio, fiducia, speranza, sospensione e dedizione. Quindi una riflessione sulla festa chiede, a mio avviso, di confrontarsi con il senso dell’attesa che è connaturata al cuore e all’anima dell’essere umano. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

Conducting Quality Evaluations: Four Generations of Meta-Evaluation

Num°13 EVALUATION
StufflebeamModelJacob

Evaluation, as an applied science, entails a perpetual quest for improvement, as evaluators seek the codes and instruments that will allow them to ensure the quality and validity of their conclusions and recommendations. Given the range of evaluation objectives, a number of quality issues are present. Leggi tutto »

 
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Numero 13 EVALUATION febbraio, 2015 - Autore:,

 

Il concetto di fortuna (τύχη ed εὐτυχία) in Aristotele

Num°12 LUCK
Aristotele

Generalmente in italiano con il termine fortuna si suole rendere la parola greca τύχη. In realtà l’italiano fortuna non rispecchia l’esatto valore semantico della nozione greca di τύχη, poiché, mentre quest’ultima denota un fenomeno qualitativamente neutro, ossia in sé né positivo né negativo, ma potenzialmente declinabile in senso favorevole (εὐτυχία) o sfavorevole (ἀτυχία), invece l’italiano fortuna presenta un’accezione decisamente positiva, indicando prosperità, successo, in breve una “sorte favorevole”. Leggi tutto »

 
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Numero 12 LUCK ottobre, 2014 - Autore:

 

Ricognizioni sul tema della fortuna in Seneca

Num°12 LUCK
Seneca

Prima di esaminare il concetto di fortuna in Seneca, è opportuno definirne in generale il valore e il significato. Il nome, legato a fors, fortis e derivato dal verbo fero attraverso una radice in –u *fortus, è uno degli esempi canonici di vox media, ovvero di vocabolo che può assumere valenze positive o negative. Leggi tutto »

 
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Numero 12 LUCK ottobre, 2014 - Autore:

 

«Vous faites Fortune Deesse…». I volti e i risvolti di Fortuna nel Roman de la Rose

Num°12 LUCK
RomandelaRosejpg

Il Roman de la Rose è stato definito dai critici un “mostro”, un “testo mostruoso”: per gli oltre ventimila versi di lunghezza; per la doppia autorialità, distante nel tempo e nello stile: Guillaume de Lorris, che inizia a scrivere attorno al 1230 ma s’interrompe dopo i primi quattromila versi, e Jean de Meun, che completa l’opera una quarantina di anni più tardi; Leggi tutto »

 
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Numero 12 LUCK ottobre, 2014 - Autore:

 
 
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