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Batteri, animali, uomini

Num°16 AGENCY
Rhodospirillium Rubrum

Osservando al microscopio una brulicante coltura batterica si è portati ad attribuire a ciò che si vede un andamento narrativo, concependo e descrivendo i movimenti dei batteri come se fossero azioni sottese da una qualche intenzionalità (cfr. Leone 2009a). Ecco un minuscolo rhodospirillum rubrum improvvisamente abbandonare lo stato d’immobilità, freneticamente avvitarsi su se stesso, con sinuoso incedere elicoidale spostarsi da un punto all’altro dello spazio, quindi fermarsi per poi bruscamente riprendere il cammino, oppure roteare con decisi colpi di coda per cambiare direzione. Leggi tutto »

 
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Numero 16 AGENCY febbraio, 2016 - Autore:

 

Il rituale e il sacro. Riflessioni sull’antropologia della formazione dell’ideale

Num°15 FESTIVAL II
Joas-Idealstadt

Secondo una famosa descrizione pubblicata esattamente cento anni fa, un rituale religioso della popolazione aborigena australiana praticato intorno al 1900 andrebbe immaginato più o meno in questa maniera: per diversi giorni la tribù dei Warramunga celebra la festa del serpente Wollunqua. Le due sotto-unità della tribù, chiamate scientificamente confraternite, vi assumono ruoli molto diversi. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

Warten auf ein Fest

Num°15 FESTIVAL II
Macho

Menschen sind Tiere, die Zeit haben. Sie haben Zeit, weil sie in die Vergangen­heit zurückblicken und in die Zukunft vorausschauen können. Wenn etwas ge­schieht, was die Herzen verwirrt oder die Köpfe überrascht, können sie fragen: Warum ist es passiert? Und gleichermaßen können sie fragen: Was wird dem­nächst passieren? Wer oder was hat dieses Ereignis verursacht? Welche Folgen wird es bewirken? Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

“Ein Fest, das mich nicht liebt”

Num°15 FESTIVAL II
Salmann

Bei uns, so der siebenjährige Elmar Salmann, fängt Weihnachten am 27. Dezember an. Was steckt hinter so einem Satz?

Erstens: Das Fest als Traum und Trauma.

In diesem resignierten und zugleich einverstandenen Satz, mischen sich beide. Da war die lange Vorfreude, aber auch die sanfte Bangnis der Adventszeit. Erwartungsträume von Licht, Wärme, Geborgenheit im Kind-Sein, von Gaben, Musik, Bangnis in Erwartung der Atmosphäre, die Schleiermacher in der Weihnachtsfeier evoziert. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

Das Charisma der Freundschaft, oder: Wodurch eine Feier zum Fest werden kann

Num°15 FESTIVAL II
Sparn

 

I.

Drum hab ich heute das Fest, und abendlich in der Stille

Blüht rings der Geist und wäre auch silbergrau mir die Loke,

Doch würd ich rathen, daß wir sorgten ihr Freunde

Für Gastmahl und Gesang, und Kränze genug und Töne

Bei solcher Zeit unsterblichen Jünglingen gleich.

Unter Friedrich Hölderlins Entwürfen zur Friedensfeier aus dem Jahr 1801 finden sich diese Verse, die ein Fest auf eigenartig doppelte Weise ansprechen. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

Das Fest

Num°15 FESTIVAL II
Schwemmerjpg

Das Fest ist eine Form des Herausragenden aus der Alltäglichkeit unseres Tuns und Leidens – einer Alltäglichkeit, die sich zumeist auch ohne eigene Besonderheiten unseres Lebens einstellt und durchsetzt. Diese Alltäglichkeit gibt unserem Leben dann „gewöhnlich“ eine Richtung, in der es gedankenfrei in einem schon durch unsere Existenz naheliegenden Sinne „von selbst“ abläuft. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

La festa. Tra guerra e fraternità

Num°15 FESTIVAL II
Longato

Tra i multiformi aspetti che caratterizzano la festa come fenomeno sociale e il festeggiare come tratto specifico degli esseri umani risalta per la sua peculiarità una funzione cui sono riconducibili le più svariate espressioni del “far festa”: di rappresentare una moratoria del quotidiano. Questa tesi, a prima vista non particolarmente originale come del resto riconosciuto da Marquard che la sviluppa nella sua “piccola filosofia della festa”, apre tuttavia uno scenario di riflessione non affatto scontato, il quale contempla il convertirsi della positività della festa – un evento che, anche se non sempre gioioso, comporta almeno in certa misura una pacifica sintonia con il mondo – nella negatività del suo opposto, la guerra, intesa anch’essa come una moratoria del quotidiano. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

La festa: senso e pienezza nell’esperienza del finito

Num°15 FESTIVAL II
Painting of King Ramesses III from the Tomb of Khaemwaset

«Una vita senza festa è un lungo viaggio senza alberghi» (βίος ἀνεόρταστος μακρὴ ὁδὸς ἀπανδόκευτος). Questo detto di Democrito (fr. 230), pur nella sua laconicità, evoca due caratteri salienti della festa, dalla cui considerazione prenderà avvio la nostra riflessione. Da una parte v’è un’interruzione nel fluire della vita quotidiana, dall’altra, entro i limiti segnati da questa sospensione, si realizza una forma di esperienza diversa, una sosta, che è poi anche in funzione del proseguire della vita di ogni giorno. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

Festa errante

Num°15 FESTIVAL II
Marassi

All’inizio del secolo scorso James Frazer, nel Ramo d’oro, aveva proposto un’analisi delle incrinature del tempo storico in cui i periodi di festa (mi riferisco in particolare alle sue ricerche sui Saturnali) rappresentano delle sospensioni della quotidianità, che scandiscono come punti fissi – riguardanti l’esistenza, il lavoro, la continuità dei rapporti sociali – il passare inarrestabile del tempo, il suo meccanico trascinare sempre oltre uomini, animali, piante, stagioni, calendari, imperi. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

Metafisica e tempo della festa

Num°15 FESTIVAL II
NicolaciPiramoeTisbe

Immaginiamo che l’oracolo di un dio misterioso sentenzi, a mio esclusivo beneficio, che arriverà primo alle corse l’atleta la cui vittoria meno mi aspetto. Detto fatto, scommetto un cospicuo gruzzolo sull’atleta meno bravo e più sfavorito e perdo, a giusto titolo, perché arriva primo il più bravo e il più favorito dai pronostici: per l’appunto quello che meno mi aspettavo vincesse. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

La relazionalità della festa: Pietas, dono, gratitudine

Num°15 FESTIVAL II
Russo

Gli studi sulla festa spesso adottano una metodologia prevalentemente descrittiva e utilizzano copiosamente i risultati di ricerche storiche ed etnologiche. Pertanto, è facile trovare tra loro evidenti concordanze e riferimenti a tipologie festive comuni. È molto frequente, ad esempio, che ci si soffermi sulle feste carnevalesche, le quali sorprendono per la loro vistosità: costumi sgargianti, balli rumorosi, abolizione delle regole e delle differenze sociali, sovvertimento delle usanze, sfoggio della corporeità. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

Dal re-incantamento alla festa. Politiche dello spazio pubblico.

Num°15 FESTIVAL II
Vercellone

Parlare di “re-incantamento del mondo” suscita inevitabili perplessità, anche se la questione è sul piatto da tempo, e sembra derivare da un’inevitabile svolta epocale che ci riguarda molto da vicino. L’idea di “re-incantamento del mondo” segnala infatti un cambiamento molto sensibile. Chi parla di re-incantamento sa ovviamente di avere a che fare con una sorta di potentissimo opposto simmetrico, rappresentato dal tema del “disincanto del mondo” al quale ha fatto riferimento una generazione intellettuale che è stata raccolta intorno ad alcuni unici comun denominatori come per esempio quello della “cultura della crisi”. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

Per il diritto al giorno di festa

Num°15 FESTIVAL II
Gamba

Nel gennaio del 1869 il ventiseienne Hermann Cohen tenne una conferenza dedicata al sabato ebraico, con particolare riguardo alla questione del suo valore sociale. Il testo della conferenza, intitolato Der Sabbat in seiner kulturgeschichtlichen Bedeutung, rimase inedito per diversi anni, ma venne poi pubblicato nel 1881 su “Der Zeitgeist”, un periodico ebraico in lingua tedesca stampato negli Stati Uniti. Leggi tutto »

 
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Numero 15 FESTIVAL II ottobre, 2015 - Autore:

 

New Year’s Eve as the Globalized Festival

Num°14 FESTIVAL I
Heller

The Bible commands that after having worked for six days, we should rest on the seventh. This day should be different from all others: a day of solid pleasures, of contemplation, a day dedicated to God. A day which divides the “before” and the “after,”’ a border, a measure, “peras,” as the ancient Greeks said. The festive day repeats itself rhythmically, too frequently to call for extravagancy. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 
 
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