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imgres-1SpazioFilosofico_19  Elezioni

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Il nr. 19, che sarà online nel mese di giugno 2017, avrà per tema  Elezioni.

Le ultime elezioni hanno avuto esiti largamente imprevisti. Si deve vedere in questo una vitalità dello strumento elettorale, tramite cui il popolo imprime liberamente una direzione impensata alla storia, o le elezioni si stanno riducendo a manifestazioni informi di disagio, la cui interpretazione e messa in forma resta però in capo alla classe politica, che del consenso ricevuto farà poi ciò che vuole? Le elezioni danno un indirizzo politico alla vita pubblica di un Paese, plasmandone effettivamente  il divenire, o semplicemente stabiliscono le condizioni di forza in cui  le forze politiche si troveranno ad operare?

E ancora: in che modo le elezioni politiche in uno o più Paesi possono influenzare i mercati, e in che modo – viceversa – questi condizionano o possono condizionare le elezioni politiche nazionali? Come vengono a profilarsi le elezioni, all’incrocio tra economia e politica? Che cosa ha corrisposto, nel passato, all’attuale protagonismo dell’economia in fatto di elezioni?

C’è qualcosa di nuovo sotto il sole in puncto “elezioni”, o si tratta di aporie già da sempre implicite nel concetto? Il concetto di elezioni (e spaziofilosofico si mette innanzitutto alla ricerca del concetto, invitando i portatori di saperi tecnici alla elaborazione dei nuclei teorici impliciti nel loro sapere) merita oggi un’attenta riconsiderazione, per la quantità e l’importanza delle questioni in gioco.

Qual è la vocazione, se ce n’è una più fondamentale, di questo concetto? È un fine, un valore in sé o un mezzo fra altri? In che rapporto sta con i concetti di democrazia,  di rappresentanza, di consenso? O ancora con quelli di sovranità,  di governabilità e di partecipazione? In che modo ne viene influenzato e li influenza? L’elettività di una carica è in sé una garanzia nei confronti dell’usurpazione? È pensabile un sistema democratico senza elezioni? Se sì, a quali condizioni? Si può risalire al concetto partendo dai diversi sistemi elettorali reali o possibili? Ci sono sistemi elettorali che alterino o tradiscano la vocazione fondamentale del concetto? Cosa sta accadendo agli elettori delle democrazie a suffragio universale? Per che cosa e con che cosa votano, con la “pancia” o con la “testa”? Che ruolo hanno i partiti rispetto alle elezioni?

I poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, il papa, i consigli di amministrazione, sono tutti a vario titolo, con sistemi e basi elettorali molto diversi nei diversi Paesi, messi in carica da elezioni. Quali sono le accezioni del concetto che emergono da questi o da altri esempi?

Che nesso sussiste, se sussiste, tra il concetto politico e quello teologico  di “elezione”, o tra il concetto politico di “elezione” e le più ampie nozioni di elettività o preferenza?

Vorremmo ospitare contributi di giuristi, di scienziati politici, di esperti di sondaggi, di comunicatori, di giornalisti, di elettori convinti e di scettici o disertori cronici delle urne, oltre che di filosofi e di storici. A tutti chiediamo un’attenzione mirata e circoscritta al tema che abbiamo scelto, che non vuol essere un pretesto per una riflessione vasta e generica sulla democrazia o sulla partecipazione.

La rivista, che è registrata sul catalogo nazionale U-GOV, ospita contributi mediamente di  30.000 battute. La deadline per l’inoltro dei contributi è il 30 aprile  2017. Per ulteriori dettagli,  vedi la pagina Submit

 
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Call for papers agosto, 2015

 
 
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