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Numero 08 REALITY

Numero 08 – Realtà

Num°08 REALITY
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REALISMO SENZA REALTÀ?

EDITORIALE

Il dibattito filosofico e politico degli ultimi mesi è caratterizzato da un’esorbitante frequenza della parola “realismo”. Il suffisso “ismo”, come al solito, serve a indicare «“dottrine o atteggiamenti” (realismo, eroismo, attendismo) oppure “qualità o affezioni fisiche o morali” (alcolismo, strabismo, egoismo)». Si tratta infatti di un dibattitto circa l’atteggiamento da tenere nei confronti della realtà. Innanzitutto, essa va presa sul serio, è un dato inaggirabile con cui fare i conti. Amanda Berry, la ragazza di Cleveland,  è stata realmente rapita e tenuta sotto sequestro con le sue compagne per 10 anni, purtroppo non è un racconto di fantasia.

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Dante and Reality/Dante and Realism (Paradiso)

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The invitation to contribute to this issue of “SpazioFilosofico” begins with a distinction, one that turns out moreover to be quite hermeneutically useful when applied to Dante: “Il numero non si occupa di ‘realismo’, ma di realtà”. What made the invitation even more enticing is that the description of realism that follows seems to have been tailor-made as a definition of who Dante is as a poet: “Il realismo, in un senso molto ampio, è l’atteggiamento di chi non è disposto a tradire la realtà, o a voltare le spalle all’essere”. The heuristic intersection of Dante and reality with Dante and realism is the starting point for this investigation. Leggi tutto »

 

The Real, The Fictional and The Fake

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Haack

real: actually existing as a thing or occurring in fact, objective, genuine, rightly so called, natural, sincere, not purely nominal or supposed or pretended or artificial or hypocritical or affected.

(Oxford English Dictionary)

For a while, as I mulled over Prof. Guglielminetti’s invitation to write a paper “about reality,” I felt somewhat at a loss. Leggi tutto »

 
 

Hylas e Philonous dieci anni dopo

Num°08 REALITY
HylasPhilonous

Hylas. Caro Philonous, sono trascorsi dieci anni dal nostro primo dialogo. Ti ricordi? La questione ontologica, le “sottigliezze metafisiche” del Manzoni, le particelle che tavoleggiano e marmellateggiano… Quanta acqua è passata sotto i ponti!

Philonous. L’acqua scorre in continuazione, caro Hylas, ma il fiume sotto il ponte rimane.

Hylas. Allora parlavamo di che cosa c’è e di che cos’è, cioè di ontologia e metafisica. Leggi tutto »

 

Ciò che vi potrebbe essere

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1. Ontologia

Parlare di realtà equivale a parlare di ciò che c’è: quel “tutto” a cui notoriamente e ironicamente intende riferirsi Willard Van Orman Quine nel rispondere alla domanda ontologica fondamentale: “Che cosa c’è?”. La presupposizione implicita nel parlare di questo tutto è che si tratta di ciò che è oggettivamente fuori di noi (dalla nostra mente), ossia ciò che esiste in maniera distinta dal soggetto conoscente che pone la domanda. È nei confronti di questa realtà che, in generale, le nostre asserzioni sono responsabili, ricavando o meno una propria validità oggettiva a seconda che esse siano o meno a quella realtà fedeli. Leggi tutto »

 

La razionalità del reale

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Com’è noto l’identità del razionale e del reale viene affermata da Hegel nella Prefazione alla Filosofia del diritto, in un contesto perciò dichiaratamente etico-politico, in cui quello che viene messo in discussione è l’idea che una dottrina dello Stato debba occuparsi di ciò che lo Stato dev’essere, invece di comprenderlo com’esso è. L’intento, contrariamente a quanto sostenuto da certa letteratura, non è quello di legittimare filosoficamente ogni ordinamento politico in quanto esistente, né tantomeno lo Stato prussiano nell’epoca della restaurazione post-napoleonica. Leggi tutto »

 

Realtà e povertà

Num°08 REALITY
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1. Come sia possibile la povertà

La povertà non sembra, a prima vista, un tema filosofico. Eppure – si potrebbe notare – fin dagli inizi la filosofia si è posta il problema di come sia possibile essere poveri. I concetti stessi di “essenza”, o di “idea” – tra i più influenti concetti filosofici – sono ricavati ex negativo: questo letto, in cui dormo, non è che un’immagine, un’ombra del letto vero, del letto in e per se stesso. L’essenza del letto non coincide col letto. Leggi tutto »

 

Realtà e libertà

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La filosofia non ha quasi mai messo in dubbio l’esistenza di una realtà esterna alle nostre rappresentazioni. L’ha fatto forse solo con l’esse est percipi di Berkeley e con il dubbio iperbolico di Cartesio, che tuttavia è solo un esperimento mentale. Lo stesso scetticismo ha messo in dubbio solo la certezza della nostra conoscenza. E l’idealismo assoluto risolve la realtà soltanto nella ragione assoluta. Leggi tutto »

 

Stratificazione ontologica e fluidità del reale

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Zygmunt Bauman ha caratterizzato il nostro stato esistenziale come “liquido” perché liquido è lo scenario ontologico dentro cui le nostre vite cercano invano di stabilizzarsi. Scrive, infatti, Bauman: «Una società può essere definita “liquido-moderna” se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. Il carattere liquido della vita e quello della società si alimentano e si rafforzano a vicenda. La vita liquida, come la società liquido-moderna non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo». Leggi tutto »

 

Oportet Idealismus

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Image by Lauren Guilmette

Vi è una consolidata corrente della filosofia che accredita il filosofo come uomo tra le nuvole, che, intento a scrutare i cieli, inciampa nel pozzo. Il riso della servetta tracia come le beffe di Aristofane sono, per dirla con Nietzsche, nient’altro che l’espressione di un risentimento che ha per effetto di capovolgere uno sforzo millenario, teso invece ad avvicinarsi alla comprensione di ciò che è davvero essenziale del mondo, uno sforzo pagato talora con la vita, e invece squalificato come astruseria e astrattezza. Leggi tutto »

 
 

Realpolitik

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Bismarck

Nel linguaggio politico corrente il termine realismo tende ad assumere almeno due diversi significati. Da un lato, è inteso, con accezione perlopiù negativa, come sinonimo di cinismo amorale, di opportunismo e di esaltazione del diritto del più forte. E, come tale, è avvertito come un pericoloso strumento al servizio dei potenti. Leggi tutto »

 

Reality show(s)?

Num°08 REALITY
RealitySHOW

1. Punti di partenza

Si può iniziare con alcune affermazioni (o ipotesi) che vorrei poi riprendere per arrivare, probabilmente, a conclusioni anche contraddittorie – e lasciare pertanto questioni ancora aperte.

1. La realtà, nell’epoca dei media, è un atto di scrittura. Non si tratta esattamente, però, della scrittura di un autore verso i suoi lettori ma, diciamo, di un’incisione quasi-anonima sul supporto visivo che si configura come una scrittura automatica pervenuta dall’etere, anche se inscritta sotto una testata giornalistica on line, con tanto di firma. Leggi tutto »

 

L’idea di Realtà in Wilhelm Dilthey

Num°08 REALITY
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L’idea di realtà assume evidente rilevanza nell’ambito della speculazione filosofica di Wilhelm Dilthey, dal momento che essa costituisce (così come, d’altra parte, per molti altri protagonisti di primo piano della tradizione filosofica) uno degli oggetti precipui della sua indagine gnoseologica; inoltre, essa si arricchisce di ulteriori risvolti e per certi versi si complica nella misura in cui il filosofo di Biebrich non la considera mai perfettamente disgiungibile dal soggetto gnoseologico, che peraltro non esaurisce affatto il ben più complesso significato di “uomo intero”. Leggi tutto »

 

Ontologia e Riduzione

Num°08 REALITY
Zeitkonstitution

La riduzione fenomenologica comporta la sospensione della nostra partecipazione e della nostra credenza a ciò che ci viene dato nell’attitudine naturale, ovvero della credenza che il mondo e i suoi oggetti “esistano”. Nel mettere tra parentesi il predicato di “realtà”, nell’invalidare il nostro assenso alla credenza inquestionata nel mondo, l’attenzione del fenomenologo si concentra tutta sull’oggetto limitatamente al suo venir esperito. Leggi tutto »

 
 
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