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Numero 14 FESTIVAL I

Numero 14 – Festa I

Num°14 FESTIVAL I
numero-14

FESTA E TEMPO DELLA MEMORIA

EDITORIALE

Questo numero e il successivo, entrambi su Festa (Festa I e Festa II), sono dedicati a Ugo Perone, in occasione del suo settantesimo compleanno. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

New Year’s Eve as the Globalized Festival

Num°14 FESTIVAL I
Heller

The Bible commands that after having worked for six days, we should rest on the seventh. This day should be different from all others: a day of solid pleasures, of contemplation, a day dedicated to God. A day which divides the “before” and the “after,”’ a border, a measure, “peras,” as the ancient Greeks said. The festive day repeats itself rhythmically, too frequently to call for extravagancy. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

Feste feiern, wie sie fallen

Num°14 FESTIVAL I
Waldenfelssiegessäule

Feste fallen auf ein bestimmtes Datum. Im Deutschen gibt es dazu eine Redensart: «Man soll die Feste feiern, wie sie fallen». Das Fallen ist eine Bewegung, die uns mitnimmt, und kein Akt, den wir vollführen, keine Arbeitsleistung, die wir erbringen. Dahinter steht die Einsicht, daß Feste sich nicht fest planen und sich nicht nach Belieben anberaumen lassen wie eine Sondersitzung im Parlament. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

Bref air de fête. Pour Ugo Perone

Num°14 FESTIVAL I
Nancy

Pour Ugo Perone

 

On s’éveillait matin, on se levait joyeux,

La lèvre affriandée, en se frottant les yeux …

On allait, les cheveux emmêlés sur la tête,

Les yeux tout rayonnants, comme aux grands jours de fête… Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La festa. Uno sguardo della filosofia

Num°14 FESTIVAL I
Perone

Come è stato scritto, «la festa è un’invariante che non ha mai smesso di variare». Storia, sociologia e antropologia hanno una legittima predilezione per le varianti, la filosofia per il fondo invariante. Con ciò non si vuol dire che le prime si arrestino ai fenomeni della festa e la seconda si limiti a una sua presunta essenza invariante. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

L’avvenimento teatrale come festa

Num°14 FESTIVAL I
Eloisa

Il critico d’arte, pubblicista e uomo di cultura Georg Fuchs (1868-1949) iniziò a rivolgere la sua attenzione al teatro a partire dal 1899. Dopo un intenso impegno a favore dell’arte pittorica, che lo vide coinvolto in prima persona nella Secessione di Monaco, egli ricevette l’incarico di partecipare alla costituzione della Künstlerkolonie di Darmstadt, chiamata in vita dal mecenate Ernst Ludwig, granduca d’Assia. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

Il tempo della festa

Num°14 FESTIVAL I
FabrisGiacometti

Nei suoi scritti Ugo Perone si è soffermato più volte, direttamente o indirettamente, sull’esperienza della festa. Si tratta di un’esperienza decisiva, come egli mostra, nell’ottica di una trattazione del problema del tempo. E questa è la prospettiva che intendo adottare anch’io in questo saggio. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

Per l’ultima volta, “Friedensfeier”

Num°14 FESTIVAL I
Bevilacqua

Vediamo l’accezione di festa nelle due forme presenti in tedesco e prendiamo lo spunto da «[…] ist es die Feier schon/vor dem Feste?». Nell’uso corrente i due termini risultano abbastanza spesso intercambiabili, come sinonimi; ma a una più stretta considerazione si deve rilevare almeno una distinzione: Fest è usuale in qualunque contesto, anche il più semplice; per esempio come festa di compleanno o di altra privata e limitata circostanza. Feier (dal latino feria) suona più solenne, indica spesso una celebrazione: patriottica, storica, religiosa. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La festività della filosofia

Num°14 FESTIVAL I
Samonà

Che la filosofia sia un’attività “festiva”, può essere anche ritenuta un’idea profondamente radicata nella tradizione del pensiero filosofico. Ma l’alone che circonda questo tema negli scritti di Perone – l’«accento acuto» che vi risuona – è per molti aspetti nuovo e capace di suggerire, pur nel quadro più ampio di un movimento ermeneutico che ha ripensato a fondo il compito della filosofia a partire dalla finitezza, riconfigurazioni inedite di parole fondamentali della tradizione. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La festa è finita?

Num°14 FESTIVAL I
CiancioSabatodelVillaggio

In un bel saggio del 1989 Ugo Perone definiva il giorno della festa come «il giorno stabile e fisso di un nuovo inizio», che «interrompe lo scorrere regolare degli orologi», e lo paragonava a quel che è per la città la piazza, che interrompe la città senza condurre da nessuna parte. Della festa sottolineava poi l’origine e la portata religiosa, traendone due conseguenze. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La Tragedia nel tempo della festa

Num°14 FESTIVAL I
Magris

Nel 2013 è uscita presso l’editrice La Scuola di Brescia la prima traduzione italiana di un’importante opera di Ulrich von Wilamowitz-Möllendorff, figura di assoluto spicco nella filologia classica in Germania fra Ottocento e Novecento, e noto tra i filosofi in particolare per l’impietosa stroncatura che fece in gio­ventù del libro di Nietzsche sulla Nascita della Tragedia. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La promessa e la festa

Num°14 FESTIVAL I
ManciniAdorno

La festa è l’espressione condivisa di un’esperienza di felicità. Quest’ultima, tuttavia, non va ridotta a un evento accidentale, al manifestarsi di un benessere improvviso o al soddisfacimento dei nostri impulsi biologici, come immaginava Freud. La felicità mi sembra piuttosto l’armonia di due risposte. La risposta che noi sappiamo dare alla vita e la risposta che la vita dà a noi. Nella tensione implicata da questa possibile dialettica è insita l’attesa, da parte nostra, di ciò che è davvero adeguato al nostro essere, oltre che al nostro desiderio. Albert Camus ha osservato che la felicità è «il semplice accordo tra un essere e l’esistenza che conduce». Certo, si può ritenere che un accordo simile avvenga a un certo punto come un dono, senza aver avuto modo di costruirlo e tanto meno di causarlo. Ma non mi pare plausibile immaginarlo prescindendo dall’attesa umana, quell’apertura che è insieme anelito, desiderio, fiducia, speranza, sospensione e dedizione. Quindi una riflessione sulla festa chiede, a mio avviso, di confrontarsi con il senso dell’attesa che è connaturata al cuore e all’anima dell’essere umano. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 
 
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