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Numero 14 FESTIVAL I

Per l’ultima volta, “Friedensfeier”

Num°14 FESTIVAL I
Bevilacqua

Vediamo l’accezione di festa nelle due forme presenti in tedesco e prendiamo lo spunto da «[…] ist es die Feier schon/vor dem Feste?». Nell’uso corrente i due termini risultano abbastanza spesso intercambiabili, come sinonimi; ma a una più stretta considerazione si deve rilevare almeno una distinzione: Fest è usuale in qualunque contesto, anche il più semplice; per esempio come festa di compleanno o di altra privata e limitata circostanza. Feier (dal latino feria) suona più solenne, indica spesso una celebrazione: patriottica, storica, religiosa. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La festività della filosofia

Num°14 FESTIVAL I
Samonà

Che la filosofia sia un’attività “festiva”, può essere anche ritenuta un’idea profondamente radicata nella tradizione del pensiero filosofico. Ma l’alone che circonda questo tema negli scritti di Perone – l’«accento acuto» che vi risuona – è per molti aspetti nuovo e capace di suggerire, pur nel quadro più ampio di un movimento ermeneutico che ha ripensato a fondo il compito della filosofia a partire dalla finitezza, riconfigurazioni inedite di parole fondamentali della tradizione. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La festa è finita?

Num°14 FESTIVAL I
CiancioSabatodelVillaggio

In un bel saggio del 1989 Ugo Perone definiva il giorno della festa come «il giorno stabile e fisso di un nuovo inizio», che «interrompe lo scorrere regolare degli orologi», e lo paragonava a quel che è per la città la piazza, che interrompe la città senza condurre da nessuna parte. Della festa sottolineava poi l’origine e la portata religiosa, traendone due conseguenze. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La Tragedia nel tempo della festa

Num°14 FESTIVAL I
Magris

Nel 2013 è uscita presso l’editrice La Scuola di Brescia la prima traduzione italiana di un’importante opera di Ulrich von Wilamowitz-Möllendorff, figura di assoluto spicco nella filologia classica in Germania fra Ottocento e Novecento, e noto tra i filosofi in particolare per l’impietosa stroncatura che fece in gio­ventù del libro di Nietzsche sulla Nascita della Tragedia. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 

La promessa e la festa

Num°14 FESTIVAL I
ManciniAdorno

La festa è l’espressione condivisa di un’esperienza di felicità. Quest’ultima, tuttavia, non va ridotta a un evento accidentale, al manifestarsi di un benessere improvviso o al soddisfacimento dei nostri impulsi biologici, come immaginava Freud. La felicità mi sembra piuttosto l’armonia di due risposte. La risposta che noi sappiamo dare alla vita e la risposta che la vita dà a noi. Nella tensione implicata da questa possibile dialettica è insita l’attesa, da parte nostra, di ciò che è davvero adeguato al nostro essere, oltre che al nostro desiderio. Albert Camus ha osservato che la felicità è «il semplice accordo tra un essere e l’esistenza che conduce». Certo, si può ritenere che un accordo simile avvenga a un certo punto come un dono, senza aver avuto modo di costruirlo e tanto meno di causarlo. Ma non mi pare plausibile immaginarlo prescindendo dall’attesa umana, quell’apertura che è insieme anelito, desiderio, fiducia, speranza, sospensione e dedizione. Quindi una riflessione sulla festa chiede, a mio avviso, di confrontarsi con il senso dell’attesa che è connaturata al cuore e all’anima dell’essere umano. Leggi tutto »

 
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Numero 14 FESTIVAL I agosto, 2015 - Autore:

 
 
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