RSS
 

Alle origini della rivoluzione sessuale. I sessuologi contro il pudore

Num°05 SHAME
kinsey2

Solare scena matrimoniale. I due sposini Bertrand e Hélène si ritrovano in viaggio di nozze nella casa di campagna del primo. Questi, però, rifiuta le avances della moglie e se ne va con gli amici per un’orgetta molto seventies. La perplessa Hélène si ritrova costretta ad affrontare in sequenza maggiordomi, cameriere, stallieri e amici di Bertrand, che apparentemente la droga per convincerla a concedersi senza limiti. Dopo una colossale orgia a tutto cast (stiamo parlando di un film hard core), il mistero è svelato: il marito spiega alla moglie che la vuole esperta, priva di inibizioni e complessi, pronta a tutto pur di soddisfarlo. La “cura” cui l’ha sottoposta, con la complicità di amici e domestici e l’uso di afrodisiaci, è stata funzionale a questa “liberazione”. Il film in questione – Je suis à prendre – è stato girato nel 1977 da Francis Leroi, che si è trasformato da giovane entusiasta della nouvelle vague (assistente di Chabrol, celebrato autore di un ispirato backstage di Alphaville, regista di erotici psichedelici e sovversivi tra 1969 e 1973) in auteur a luci rosse dopo la legittimazione di queste ultime da parte del governo nel corso del 1975. La trama di Je suis è quasi un classico dei primi momenti del porno di massa. Soprattutto negli Stati Uniti e in Francia la vediamo attuata, ripresa, rielaborata, riscritta in salse differenti ma sempre incentrata su una serie di elementi quasi standard: il maschio “liberatore” cui nulla importa dei valori tradizionali (fedeltà, monogamia, decenza, e via dicendo) e che punta solo all’ottenimento di una performance sessuale all’altezza delle aspettative; la donna un po’ riottosa, molto più preoccupata delle apparenze e delle convenienze sociali, che infine apprende, verrebbe da dire suo malgrado, le superiori virtù del godimento; l’escalation delle prove cui lui sottopone lei, beninteso a scopo di terapia e guarigione. Non si tratta di una strabiliante novità: per certi versi è uno dei costituenti della letteratura pornografica, che emerge con grande chiarezza già ai suoi albori, nelle dubbiose riflessioni borghesi di Fanny Hill come nelle coeve domande della Thérèse di Boyer d’Argens (che le pone ovviamente con un senso critico da philosophe) sino alle disperate considerazioni della sadiana Justine, e che già alla fine del Settecento Laclos può quasi mettere in parodia nelle relazioni/specchio Valmont/Cécile e Valmont/madame de Tourvel.

Tuttavia, è facile cogliere in Je suis una dimensione inedita: al film fa da sfondo un’ampia accettazione sociale di un paradigma complessivo riguardante sessualità, famiglia, corpo e piacere fondato sulla preminenza del godimento sulla gerarchia, della natura sulla morale, dell’esibizione sul pudore. Manca, nell’impresa di Leroi, il senso forte della provocazione, l’idea di una contrapposizione ineludibile tra i pochi che comprendono e i molti che ignorano, la consapevolezza di occupare lo spazio del trasgressivo (se non nella sfera dell’assolutizzazione visuale, nella tendenza a mostrare il mostrabile e, negli auteurs più audaci, anche il non mostrabile, tipica della pornografia). In altri termini, Je suis si propone come un manuale matrimoniale quasi mainstream, come una guida alla felicità per coppie aperte non particolarmente trasgressiva e non particolarmente rivoluzionaria, ben riflettendo, in un certo senso, la calmierizzazione delle ipotesi sovversive formulate nei lustri precedenti e l’imminente ricaduta nel “privato”. Molto diversa la posizione dei sopra citati d’Argens e Thèrése, che apostrofano insieme, nell’ultima pagina del romanzo, gli «ignoranti» e i «censori atrabiliari», chiedendo loro «perché dunque arrossire se realizziamo i […] progetti» della natura, intendendo con ciò l’approntamento di «piatti diversificati atti ad accontentare con sensualità i diversi appetiti» degli esseri umani. L’aristocratico francese e la sua eroina illustrano bene la natura del contrasto tra chi arrossisce e chi no, mentre in Je suis si dà quasi per scontato che, tra gli spettatori, nessuno – o quasi nessuno – arrossisca per davvero.

Alle origini della rivoluzione sessuale. I sessuologi contro il pudore

scarica pdf
 

Tags: , , , ,

Lascia un commento

You must be logged in to post a comment.

 
porno porno izle porno porno film izle