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La saturazione, situazione distributiva originaria

Num°06 SATURATION
JewishCemeteryPrague

1. Non ci può stare

Si è parlato fin troppo, il più delle volte con toni poco commendevoli, di “radici cristiane” dell’Europa. È indubbio che il cristianesimo abbia dato il suo contributo alla costruzione della civiltà europea, ma non è molto chiaro come questo apporto possa oggi essere portato come offerta gradita per tutti. L’attualità del cristianesimo potrebbe consistere – dal punto di vista filosofico – nella sua maniera di porre e di trattare il problema della saturazione.

Si narra che Agostino meditasse sul mistero della Trinità in riva al mare. Un bambino, che in realtà era un angelo, giocava a riempire d’acqua una buca con una conchiglia (o un guscio, o un cucchiaio). Richiesto da Agostino che cosa facesse, il bimbo disse che voleva svuotare il mare e metterlo tutto in quella buca. Avendogli spiegato Agostino che ciò era impossibile, il bimbo avrebbe risposto: è più facile che tutto il mare entri in questa piccola buca, piuttosto che la tua mente possa contenere il mistero della Trinità. Del racconto, si dà di solito un’interpretazione morale: l’angelo richiama il grande teologo all’umiltà. Ma è possibile darne un’interpretazione ontologica. Il bambino fornisce la soluzione del mistero nell’atto stesso in cui ne dichiara l’incomprensibilità. La Trinità – come la buca – contiene più di quanto non possa. Se questo è vero, il cristianesimo – e su suo influsso l’Europa – sembra fondarsi logicamente su un’idea diversa di spazio, come se un ampliamento interno fosse possibile, come se una cosa (il mondo o Altri) occupasse il posto che mette (il posto che porta).

Il cristianesimo ­– secondo l’interpretazione che qui ne propongo – è la religione dell’aggiunta. I principali dogmi cristiani riguardano realtà sovraffollate, spazi supposti contenere più cose di quante ragionevolmente ce ne possano stare. Il mondo non ha luogo, e infatti è creato dal nulla: non in uno spazio già disponibile, ma in uno spazio in più. Due nature non possono stare in una stessa persona, eppure è proprio questo che afferma il dogma dell’incarnazione. Una realtà numericamente identica non può coincidere con tre realtà numericamente distinte, eppure è proprio questo il mistero della SS. Trinità. Un pezzo di pane non può essere anche il corpo di un uomo, ma è appunto questo il significato dell’eucaristia. L’intera civiltà cristiana si basa su questa sorta di overbooking teologico: «Quia non erat eis locus».

Differentemente da quanto si potrebbe pensare, sono proprio i dogmi – non la morale – del cristianesimo, a interrogare oggi la filosofia. Alla ricerca di un contenuto universalizzabile del mito, non bisogna guardare prima di tutto ciò che nel mito è più generale, ma proprio ciò che nel mito delle differenti tradizioni religiose è incomunicabile.

Il nucleo filosofico dell’aggiunta, emerge con chiarezza dal dogma cristiano. Si tratta di un’esperienza – ben prima che di una teoria – generativa ancor oggi di speranza per tutti. La “grazia” sarebbe questa esperienza dell’im-possibile, che ci permetterebbe di fare spazio a quello che non ne ha, incoraggiando tutti a cercare una via d’uscita dal carcere della saturazione.

La saturazione, situazione distributiva originaria

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