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Neuroscienze e psicologia: valutazione e paradigmi

Num°13 EVALUATION
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Come valutare la ricerca se non si conoscono ancora quelle che saranno le vie che porteranno a effettivi risultati? Come definire criteri di valutazione se la scienza stessa non sa quali saranno i modelli scientifici che avranno successo nel futuro più o meno immediato? Se si guarda alla storia della scienza, è evidente che non è una strada rettilinea, ma un percorso tortuoso e incerto. Brevi tratti possono dare l’impressione di una progressione costante o di criteri noti a priori, ma si tratta di un’illusione. A lungo termine la direzione da prendere è ignota.

Se ci si rifà alla contrapposizione tra scienza ordinaria e scienza straordinaria proposta da Thomas Kuhn, si hanno due momenti. Nel primo, si accettano i paradigmi e gli assunti di base, e si raccolgono dati sperimentali. In questa fase, il progresso è incrementale e si possono definire criteri di valutazione che ripropongono conservativamente i modelli di successo utilizzati in precedenza. Nel secondo momento, i paradigmi vengono posti in discussione e si propone un paradigma nuovo che è, in larga misura, incommensurabile rispetto agli assunti precedenti. La parola chiave, ai fini della valutazione della valutazione, è proprio questa: “incommensurabile”, ovvero non misurabile sulla base dei criteri precedenti.

Gli esempi sono innumerevoli, da Boltzmann che si suicida perché la sua depressione è aggravata dall’incomprensione dei colleghi per la sua teoria statistica della termodinamica, fino a Wegener che morì cercando ulteriori prove per la deriva dei continenti nella generale incredulità dei geologi. Per non parlare del triste caso di Ignác Fülöp Semmelweis, che finì in manicomio, dove morì, per aver osato sfidare le opinioni del tempo in materia di igiene e antisepsi dei reparti di ostetricia, e, nonostante avesse provato con evidenze che aveva ragione, fu schernito e trattato da folle.

In tutti questi casi si è assistito a un fenomeno ricorrente, sia a livello sociologico sia a livello di ricerca scientifica: un paradigma viene scelto da un gruppo di ricercatori che diventa maggioritario e che investe su di esso credibilità, sforzi e risorse. Quando tale paradigma comincia a diventare – per vari motivi spesso non di natura strettamente scientifica – auto-rinforzante, si determina un processo virtuoso di rafforzamento di un’ortodossia dominante nel panorama scientifico.

Neuroscienze e psicologia: valutazione e paradigmi

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Numero 13 EVALUATION febbraio, 2015 - Autore:,   Condividi

 

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