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Olympe de Gouges: “Les trois urnes, ou le salut de la patrie” (1793)

Num°19 ELECTIONS
Criscenti

Nell’introdurre il tema di questo dossier monografico di “SpazioFilosofico”, il Direttore Enrico Guglielminetti, molto opportunamente, pone una serie di interrogativi, molti dei quali risultano da stimolo all’apertura di nuovi orizzonti paradigmatici contemporanei sulla realtà del vivere presente, altri, purtroppo, già nel loro porsi, indicano la perdita di significato di ciò che si ha l’abitudine di abbinare al concetto stesso di elezione politica: l’opzione, la scelta. Inquietante è, allora, l’aver revocato in dubbio l’automatismo libertà/democrazia. E in effetti, le condizioni degli Stati democratici oggi versano in una situazione di crisi, diffusa e generalizzata, che riguarda l’articolazione costituzionale, i rapporti tra le parti sociali, le prospettive del lavoro ed i limiti dei mercati internazionali, lo sviluppo della scienza ed il ristagno dell’etica, la dilatazione delle conoscenze, la difficoltà di comunicazione, l’inadeguatezza dell’istruzione e le difficoltà di una formazione partecipativa, l’estensione dei conflitti interni ed esteri e i tentativi di coesione.La ricerca di condizioni di miglioramento ed ammodernamento delle democrazie occidentali passa attraverso una riflessione che investe discipline umane e scienze morali e sociali. Così, filosofia morale, sociologia, pedagogia e antropologia, economia e politica si impegnano ad offrire orientamenti su un futuro possibile e verosimile che sappia coniugare produttività e benessere, tecnica e morale, norme e valori, giustizia formale ed opportunità sociali. Un valido e credibile progetto di riforma dello stato sociale imporrebbe il perseguimento di tre grandi obiettivi: crescita dell’occupazione, sviluppo del Mezzogiorno, riorganizzazione della scuola e della ricerca. Lavorare alla costruzione di una nuova democrazia significa, quindi, riproporre in modo inequivocabile alcune domande cui la democrazia, come insieme di istituzioni finalizzate a dare legittimità all’esercizio del potere politico, deve fornire risposte coerenti con la sua funzione. 1) Come si possono produrre cambiamenti nelle nostre società senza fare ricorso alla violenza? 2) Come si può, attraverso un sistema di “check and balance”, controllare coloro che stanno al potere in modo da essere certi che non ne abusino? 3) Come può il popolo (i cittadini) avere voce nell’esercizio del potere? Certo, la democrazia è la voce del popolo che crea le istituzioni, le quali controllano il governo e rendono possibile il cambiamento senza la violenza. In questo senso il demos è il sovrano che dà legittimità alle istituzioni della democrazia. Tuttavia, esistono, confinanti con la democrazia, i suoi avversari, i suoi «nemici intimi», generati non già da una visione opposta, bensì da se stessa: sono i suoi eccessi: il popolo, la libertà, il progresso. Questi sono elementi costitutivi della democrazia, ma se accade che uno solo di essi si renda autonomo rispetto agli altri, sfuggendo a ogni tentativo di limitarne il ruolo ed erigendosi a principio unico, ecco il pericolo. Si chiami populismo, messianismo, ultraliberismo, ecc. L’ambito in cui questo eccesso si manifesta con maggiore frequenza è proprio quello della libertà, di parola, di stampa, d’informazione, soprattutto. Poi, suggerisce Todorov, il progresso, se tutto incentrato sullo sviluppo economico può rischiare di essere la deviazione dal fine principale della società, se considerato come senso ultimo dell’esistenza. Anche il popolo sovrano rischia di divenire un pericolo. L’avanzata di partiti e movimenti che ne sollecitano l’unicità valoriale, pretendendo di risolvere i problemi quotidiani di ciascuno, estrania la risoluzione dall’orizzonte progettuale generale, e fa leva sulla parte più immediata, meno razionale, e fonda sulla paura la ragione dell’agire. Così, la libertà può trasformarsi in sopruso o tirannia, il popolo diventa massa manipolabile, il progresso appare più una crociata: «L’economia, lo Stato, le leggi cessano di essere dei mezzi in vista del benessere di tutti, e ormai partecipano a un processo in atto di disumanizzazione».

Olympe de Gouges: “Les trois urnes, ou le salut de la patrie” (1793)

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Numero 19 ELECTIONS luglio, 2017 - Autore:  Condividi

 

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