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Posts Tagged ‘Povertà’

Numero 20 – Povertà

Num°20 POVERTY
numero-20

ASPETTI DELLA POVERTÀ

EDITORIALE

I contributi raccolti in questo numero prendono in esame le due facce della povertà, quella oscura della indigenza e quella luminosa della spiritualità francescana. Più che di una mera scelta editoriale, si tratta qui di una oggettiva complessità del termine “povertà”. È difficile pensare che il rapporto tra le due povertà sia di semplice univocità, che cioè la parola “povertà” significhi, nei due casi, la medesima cosa. Affermarlo, vorrebbe dire mettere su di un piano di parità la disperazione (l’indigenza) e la gioia (l’“altissima povertà”). Leggi tutto »

 
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Numero 20 POVERTY novembre, 2017 - Autore:

 

“Et coram patre le si fece unito”. Riflessioni sulla povertà e i suoi equivoci

Num°20 POVERTY
Cuniberto

1. Povertà, povertà. Nei versi celebri e supremi del canto XI del Paradiso, la Povertà francescana, cantata come “Madonna”, diventa quasi una figura romanzesca. Ma prima di arrivare al prototipo francescano, che rimane a tutt’oggi la pietra d’inciampo e di paragone per qualunque discussione seria sulla povertà cristiana, può essere suggestivo riflettere su due esempi di povertà radicale, lontanissimi fra loro e misteriosamente convergenti. Leggi tutto »

 
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Numero 20 POVERTY dicembre, 2017 - Autore:

 

Povertà sottosopra

Num°20 POVERTY
Guglielminetti

1. L’ipotesi da cui muovo è che il cristianesimo introduca uno shift pericoloso nell’ordine delle categorie, facendo assumere alla povertà un ruolo simile a quello della sostanza.

2. La povertà diventa ora la categoria centrale, cui tutte le altre si riferiscono. Al posto della salute, la malattia; al posto della forza, la debolezza; al posto della felicità, il sacrificio. Leggi tutto »

 
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Numero 20 POVERTY dicembre, 2017 - Autore:

 

Per un’antropologia della povertà. Osservazioni etnografiche a Torino

Num°20 POVERTY
CapelloPorcellana
Parlando di povertà da un punto di vista socio-antropologico, non si può prescindere dal contributo di Georg Simmel, il quale ha elaborato un approccio alla povertà e alla figura del povero che potremmo definire “relativista” . La tesi di fondo di Simmel è che non è possibile parlare di povertà in assoluto perché l’elemento chiave, la definizione sociale e politica di povertà, può variare significativamente da un periodo storico all’altro e da una società all’altra. Inoltre, da un punto di vista scientifico, la povertà non significa semplicemente trovarsi sotto una determinata soglia di reddito, costituendo invece uno specifico status sociale che implica la negazione del pieno riconoscimento sociale.  Leggi tutto »
 
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Numero 20 POVERTY dicembre, 2017 - Autore:,

 

Il caso di un distretto impoverito: quali strumenti per la comprensione di un territorio?

Num°20 POVERTY
VinaiSulis

Il presente articolo nasce dall’elaborazione in chiave metodologica di un’esperienza di ricerca sul tema dell’impoverimento di un distretto. La società locale presa in considerazione è il Biellese, piccola patria del tessile che attraversa da circa quindici anni una ridefinizione della propria struttura economica e sociale. L’occasione è data dalla partecipazione, a partire dal 2005, alla gestione di un osservatorio sulle povertà, voluto dalla Caritas locale e dal Centro servizi per il volontariato, denominato Osservabiella. Leggi tutto »

 
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Numero 20 POVERTY dicembre, 2017 - Autore:,

 

La “povertà” alla prova dell’ “esperienza”. Due autori a confronto: Rilke e Benjamin

Num°20 POVERTY
Schiavoni

Nella cultura tedesca, Armut (povertà) è un lemma ricorrente, declinato e variato a iosa, in ambito soprattutto poetico, filosofico, religioso e sociologico. Se ad esempio nell’Ottocento restano memorabili in particolare figure come il Woyzeck di Georg Büchner nell’epoca dello Junges Deutschland o i “tessitori” slesiani di Gerhard Hauptmann in epoca naturalistica, è soprattutto con il primo trentennio del Novecento che diviene improrogabile – a partire dall’Espressionismo – l’incontro con la povertà sociale e con le sue scaturigini, con quelle Vorstadtstraßen (Strade di periferia) di cui un esponente della Neue Sachlichkeit come Erich Kästner (che le dichiara a lui “ben note”) depreca il degrado, insorgendo contro una “povertà” (Armut) che rende “tristi e insane” le abitazioni stesse, le quali finiscono per offrire uno spettacolo ributtante. Leggi tutto »

 
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Numero 20 POVERTY dicembre, 2017 - Autore:

 

«Vous faites Fortune Deesse…». I volti e i risvolti di Fortuna nel Roman de la Rose

Num°12 LUCK
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Il Roman de la Rose è stato definito dai critici un “mostro”, un “testo mostruoso”: per gli oltre ventimila versi di lunghezza; per la doppia autorialità, distante nel tempo e nello stile: Guillaume de Lorris, che inizia a scrivere attorno al 1230 ma s’interrompe dopo i primi quattromila versi, e Jean de Meun, che completa l’opera una quarantina di anni più tardi; Leggi tutto »

 
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Numero 12 LUCK ottobre, 2014 - Autore:

 

Realtà e povertà

Num°08 REALITY
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1. Come sia possibile la povertà

La povertà non sembra, a prima vista, un tema filosofico. Eppure – si potrebbe notare – fin dagli inizi la filosofia si è posta il problema di come sia possibile essere poveri. I concetti stessi di “essenza”, o di “idea” – tra i più influenti concetti filosofici – sono ricavati ex negativo: questo letto, in cui dormo, non è che un’immagine, un’ombra del letto vero, del letto in e per se stesso. L’essenza del letto non coincide col letto. Leggi tutto »

 

I trascendentali del lavoro

Num°01 WORK

1. Una scelta impossibile: diritti o lavoro. Alcuni economisti hanno affermato recentemente che non si devono mettere «i lavoratori di fronte a una scelta impossibile tra diritti e lavoro». Perché questa scelta è impossibile? La filosofia può dire qualcosa al proposito? esiste una ragione filosofica (oltre che una storica, economica, politica) di questa impossibilità? Intorno a questa questione vertono le riflessioni seguenti, concettualmente anche impervie, eppure – spero ­ – concrete. Leggi tutto »

 
 
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